
Meccanica e costruzione:
Impeccabile,
non un difetto estetico, si ha l'immediata sensazione di
avere tra le mani uno strumento robusto e affidabile. Il meccanismo di
messa a fuoco e il gruppo prismatico stesso appaiono di elevata
finitura, i movimenti sono fluidi, regolari e precisi e consentono una
regolazione pressochè totale dei centri ottici traslando le grosse
manopole zigrinate poste alla base.
La
messa a fuoco e la regolazione delle diottrie avviene tramite la
classica estrazione dello stesso ruotando semplicemente il vano porta
oculare. Questi ultimi si inseriscono a pressione e alcuni barilotti
vanno un po' forzati per consentirne l'innesto.
Il peso è contenuto, togliendo i tappi spiccano i due occhi del
binocolo dotati di un antiriflesso standard in fluoruro di magnesio di
un bel colore viola azzurro, a
mio parere eccellente, privo di disuniformità, strisci o aloni.
Le ottiche appaiono ben pulite ed il doppietto spaziato in aria tramite
anello anche
se non dotato di annerimento laterale delle molature e di celle
collimabili, ad un ispezione esterna risulta assemblato in modo
esemplare e preciso. I paraluce
possiedono inoltre una intelligente rettifica interna che genera dei
diaframmi volti ad eliminare residui riflessi perimetrali, quì però la
vernice risulta un po' lucida e sarebbe stato più proficuo utilizzare
quella che di norma viene impiegata all'interno del tubo ottico stesso.

Alla
base dello strumento si trova la dovetail plate standard Vixen che
possiede però i fori per il montaggio su treppiede fotografico e
relativa forcella dedicata ( altamente consigliata ). Per il test è
stata effettuata una prova anche su una equatoriale, meno maneggevole
ma molto stabile.
Sul
tubo di sinistra è presente inoltre la basetta per il montaggio di
un cercatore che diventa necessario per il puntamento ad ingrandimenti
sostenuti. La diaframmatura interna è buona e l'annerimento è apparso
efficiente anche se non eccessivamente spinto.
Test e Qualità Ottica:
Non
è dichiarata la composizione dei vetri del doppietto acromatico
spaziato in aria.
Come
dicevo ad un ispezione
visuale entrambi gli obiettivi si mostrano perfetti, privi di qualunque
impurità. Nonostante il costruttore consigli l'utilizzo dei vixen Nlv o
Lvw non abbiamo riscontrato durante il test
alcuna difficoltà ad impiegare le più svariate tipologie di oculari,
tanto è vero che ho iniziato ad osservare con due vixen new plossl da
25mm con ampia escursione del fuoco sia in intra che extra.
Per
gli alti ingrandimenti ho utilizzato invece una coppia di ottimi baader
genuine ortho da 6mm.
La
vixen consiglia l'impiego di
oculari con focali superiori ai 10mm per ovvie ragioni di vocazione di
questo binocolo non di certo progettato per gli alti ingrandimenti: è
ben noto come sia difficile mantenere la perfetta assialità di due
centri ottici ad alto ingrandimento senza rischiare uno sdoppiamento
delle immagini che porta ad una visione poco confortevole e rilassante
e questo strumento non fa in tal senso eccezione.
Lo
star test eseguito su Altair
ha mostrato un' ottima lavorazione dei doppietti con un residuo
cromatico davvero contenuto considerando il forzato rapporto di
apertura ( F 5,9 )
Ottimo il contrasto ed il contenimento di luci diffuse. Nitidi e ben
regolari i dischi di diffrazione in intra focale mentre leggermente più
impastati in extra a causa della corta focale dello strumento. Un lieve
pinch è stato rilevato nel monocolo di destra, difetto non imputabile
all'obiettivo o al suo montaggio, ma bensì a qualche tensionamento nel
gruppo prismatico di rinvio o ad una scollimazione, poichè ruotando
l'obiettivo la leggera
ovalità della figura di diffrazione non si modificava.
Molto
buona la correzione sferica e ben contenuta la curvatura di campo.
Il gruppo prismatico è sapientemente
assemblato in una specie di tasca che ne consente l'estrazione laterale
dell' intero gruppo qualora si renda necessaria una pulizia delle
ottiche. Entrambi i prismi possiedono un antiriflesso multistrato di
tinta verde scuro e si sono dimostrati di elevata finitura e lucidatura
ottica.
L'unico appunto mi sento di segnalarlo alla loro dimensione che mi è
apparsa un po' risicata; la griglia di luce che si può notare attorno
ai prismi sotto certe angolazioni può introdurre deboli immagini
parassite, quì era necessario schermare e chiudere meglio le pareti
laterali attorno ai prismi, per fortuna lo strumento essendo
destinato ad un impiego a bassi ingrandimenti rende molto difficile
l'evidenziarsi di questo aspetto.
Con una coppia di New plossl da 25mm a 19X ho iniziato a scorrazzare le
zone più alte del cielo pre-invernale e mi ha soddisfatto molto la
puntiformità e la profondità offerta da questo binocolo. L'utilizzo di
un cercatore si è reso superfluo a questi poteri di ingrandimento.La
correzione buona ma non ottima dei plossl non ha consentito però di
sfruttare appieno questo binoscopio...
Impiegando gli ortoscopici baader che forniscono un potere di 80x (ben
sopra la media consigliata in 50x come ingrandimento utile) con un po'
di pazienza sono riuscito ad allineare i due assi ottici ed ho ottenuto
immagini molto soddisfacenti e regolari.
Bellissima la visione di coppie larghe di doppie comprese tra la
costellazione del Cigno e della Lira.
La prima sessione osservativa è stata promossa a pieni voti!
L'indomani in osservazione diurna grazie alla disponibilità di due
oculari Hyperion da 17mm le osservazioni si sono ampiamente "evolute"
mostrando a 27x doti dello strumento non rilevabili con oculari a campo
medio compreso tra i 40 e i 50°.
Splendida davvero la correzione mostrata con gli hyperion fino
all'ultimo grado dei 68 offerti, sono rimasto davvero sorpreso e
colpito dall'incisione delle immagini e dal largo campo offerto. Uno
shot fotografico mostra l'alto contrasto e l'ottima correzione del
cromatismo evidente solo ai bordi più estremi sotto aspetto di una
decisa cromatica laterale imputabile in parte anche all'oculare.


Tornando all'osservazione notturna è stato molto bello sorvolare campi
stellari molto ricchi con stelle dotate di colori saturi vivi e ben
nitide fino ai bordi più estremi del campo.
Una
fugace, ma incantevole immagine di Giove ha mostrato un alto contrasto
del pianeta
e la totale assenza di luce diffusa attorno al disco, con satelliti
scolpiti e bande equatoriali definite. L' aberrazione cromatica si
rende evidente solo su stelle bianche ad ingrandimenti sostenuti e la
correzione generale risulta superiore a quella offerta ad esempio dall'
Orion Express semi apo 80mm in fpl51, mentre ovviamente inferiore ai
vari modelli che impiegano vetri Ed in fpl 53. Sono
passato poi ad osservare l'ammasso aperto nell' Aquila conosciuto come
attacapanni e non molto distante da questo la nebulosa planetaria dumb
bell.
Quest'ultima appariva un po' soffusa e non molto staccata dal fondo
cielo se si confrontava con un'immagine visuale offerta da un Orion
80Ed in comparativa, ma la visione stereoscopica nel complesso ha reso
un po' più emozionante la visione nel Vixen. Peccato che non fosse
visibile la Luna nei giorni in cui è stato effettuato il test.
Emerge come uno strumento
di questo tipo dia il meglio di se con oculari di elevata qualità. Il
mio consiglio è di non risparmiare su questo aspetto perchè anche se la
spesa può essere doppia vi è poi un'abisso di prestazioni tra l'impiego
di comuni plossl contro grandangolari di qualità.
Ottimo abbinamento può essere davvero l'utilizzo nel passo da 31.8 di
coppie Hyperion da 24 e 17mm e due 10mm come ingrandimento limite.
Coppie di vixen lvw da 22mm per rimanere in casa.
Purtroppo non è consentito l'utilizzo di oculari da 2".
Conclusioni:
Questo
binocolo Vixen mi ha fatto un'ottima impressione, è uno strumento
destinato agli amanti del genere che difficilmente può deludere se
sapientemente equipaggiato con oculari idonei. Possiede un'ottima
correzione di campo ed un elevato grado di finitura ottica tale da
sfoderare un elevato contrasto sebbene siamo di fronte ad un F5.9
Costruito in modo impeccabile e dal peso contenuto che ne consente
anche un impiego su modesti treppiedi fotografici.
Il prezzo che si aggira
attorno ai 1000 euro è a mio avviso un po' elevato, ma giustifica
l'elevata finitura meccanica e ottica riscontrata tipica del made in
Japan.
Distributore per l'Italia dello strumento è la ditta Skypoint di Udine
Ringrazio la Deep Sky di Firenze ed il loro tecnico Nuccio D'Angelo per
la strumentazione e la disponibilità offertami.